G/2322-B/2/14
MARINARO, ADAMO, DEL VECCHIO, DI GIOVAN PAOLO, FONTANA, LUSI, MAURO MARIA MARINO, SIRCANA, SOLIANI, TOMASELLI
Il Senato,
premesso che:
il disegno di Legge Comunitaria 2010, già giunto in prima lettura al Senato con estremo ritardo rispetto alle necessità di adeguamento dell'ordinamento italiano alla normativa europea, vi torna in terza lettura profondamente mutato, quasi snaturato, rispetto al suo impianto originale, con la conseguenza di rendere estremamente difficile una sua disamina approfondita ed inappropriato, nelle particolari circostanze, il ricorso allo strumento emendativo, che pure sarebbe stato in molti punti necessario;
i gravi ritardi nell'attuazione di direttive europee, che dimostrano l'incapacità dell'Italia di tenere il passo con la legislazione europea, hanno provocato nel corso degli anni l'apertura di numerose procedure di infrazione nei confronti del nostro Paese;
le Commissioni del Senato, in sede di esame dell'A.S. 2322-B, hanno in molti casi sottolineato l'assenza, nel testo del disegno di legge comunitaria, di numerose direttive – alcune delle quali di particolare attualità e rilevanza – la cui mancata inclusione determinerà con alta probabilità l'apertura di nuove procedure d'infrazione e la non risoluzione di altre già parte per mancato recepimento e mancata attuazione;
a riguardo, la Commissione Finanze, nel parere reso alla 14a Commissione, ha esplicitato la necessità di un ripensamento complessivo dei meccanismi preposti al recepimento delle direttive comunitarie, al fine di ridurre in termini fisiologici i casi di infrazione nei confronti dello Stato italiano per ritardato o mancato adeguamento della disciplina nazionale. Ciò vale in particolare per le tematiche finanziarie, poiché – come recita il parere – «in tale settore la capacità legislativa di intervento rischia, in qualche modo, di essere frustrata dal forte tasso di innovazione, anche tecnologica, che caratterizza l'evoluzione dei mercati finanziari»;
impegna il Governo:
a presentare il disegno di legge comunitaria 2012 in tempi congrui, così da evitare il perpetuarsi di ritardi nel recepimento della normativa europea da parte dell'Italia;
a garantire l'inclusione, nel suddetto disegno di legge, di tutte le direttive per le quali sono aperte procedure d'infrazione, o si rischia la prossima apertura, e delle necessarie modifiche alla normativa italiana, senza scelte od esclusioni che siano dettate più dalle contingenze politiche che dalle reali necessità del Paese;
a presentare, in particolare per le tematiche di più rilevante peso politico, autonomi disegni di legge per l'attuazione di singole direttive europee, al fine di rendere possibile alle Camere un esame approfondito ed esaustivo dei principali temi di interesse europeo ed italiano, mettendo in condizione il Parlamento di esercitare appieno le proprie prerogative costituzionali ed influire sul contenuto, i tempi e le forme da dare alle disposizioni di recepimento della normativa europea.