Premesso che:
risulta agli interroganti che il 13 agosto 2008 il Presidente russo Medvedev ha concesso all'ex generale serbo Veljko Kadijevic la cittadinanza russa; dal 2005, il generale vive a Mosca, con lo status di rifugiato politico;
dopo il conferimento della cittadinanza russa, il Governo croato ha inoltrato a Mosca una richiesta di estradizione; Kadijevic è ricercato dall'Interpol, su impulso delle autorità croate, che hanno spiccato contro di lui mandato di cattura internazionale per "crimini di guerra contro la popolazione civile" compiuti dai suoi sottoposti, nel 1991, nelle località di Bjelovar, Vukovar e Osijek; all'epoca Kadijevic rivestiva la funzione di Ministro della difesa della Federazione yugoslava, carica da lui ricoperta dal 15 maggio 1988 all'8 gennaio 1992;
Kadijevic è un testimone fondamentale per il Tribunale penale internazionale de L'Aja (International criminal Tribunal for the former Yugoslavia - ICTY) per comprendere la genesi delle guerre d'aggressione della Serbia di Slobodan Milosevic prima alla Slovenia (giugno 1991) e poi alla Croazia (luglio 1991); in particolare, Kadijevic ebbe un ruolo fondamentale nel rinforzare le forze dell'esercito federale (JNA), decimato dalle diserzioni, con gruppi paramilitari che si resero protagonisti di efferate violenze contro la popolazione civile, prima in Croazia e poi nella Bosnia-Erzegovina; nascono allora le "Tigri" del comandante Arkan (ucciso a Belgrado nel gennaio 2000) e le "Aquile" del leader radicale Vojislav Seselj (sotto processo a L'Aja);
Kadijevic era ancora Ministro della difesa il 7 gennaio 1992, quando due MIG 21 dell'esercito federale abbatterono nei cieli di Varazdin (Croazia) un elicottero della Comunità europea, uccidendo il pilota di nazionalità francese e quattro osservatori italiani; il giorno dopo Kadijevic si dimise da Ministro "per ragioni di salute",
si chiede di sapere:
se il Governo italiano intenda sostenere il Governo croato nella sua richiesta al Governo russo di estradizione del signor Veljko Kadijeivic, che deve rispondere in Croazia di circostanziate accuse di crimini di guerra, per loro natura non prescrittibili;
se i Ministri in indirizzo concordino con gli interroganti nel valutare di grande interesse un'eventuale testimonianza del sig. Kadijevic presso il Tribunale penale internazionale ex Yugoslavia;
se non ritengano che il signor Kadijevic possa essere portatore di informazioni utili a comprendere le dinamiche che portarono all'abbattimento dell'elicottero della Comunità europea e all'uccisione anche di quattro italiani, relativamente alla quale un processo successivo ha portato alla condanna dei piloti serbi senza, però, gettare luce sui gradini superiori della catena di comando.