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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00067


Atto n. 1-00067

Pubblicato il 25 novembre 2008, nella seduta n. 99
Ritirato

RUTELLI , ESPOSITO , QUAGLIARIELLO , ZANDA , PASSONI , CAFORIO , COMPAGNA , MARCENARO , CARRARA

Il Senato,

considerato che:

la pirateria è un crimine in tempo di pace a giurisdizione universale, previsto dal diritto consuetudinario in vigore e che può essere perseguito in base agli articoli 105 e 110 (cattura in alto mare e diritto di visita) della Convenzione di Montego Bay;

nel corso del 2008 si sarebbero verificati, secondo il Piracy Reporting Centre dell’International Maritime Bureau, 92 attacchi a navi straniere a livello globale ed attualmente, in acque territoriali somale, sarebbero 14 le imbarcazioni sotto sequestro e 268 i membri degli equipaggi tenuti in ostaggio;

il 26 settembre 2008 è stato sequestrato un mercantile ucraino che trasportava un ingente carico di armi, tra cui più di trenta carri armati;

il 15 novembre 2008 è stata sequestrata, a circa 800 chilometri a sudest di Mombasa, la superpetroliera saudita “Sirius Star”, per il cui rilascio sono stati richiesti 25 milioni di dollari;

secondo quanto dichiarato il 21 novembre 2008 dal Ministro degli esteri del Kenya, sarebbero stati pagati oltre 150 milioni di dollari in riscatti di mercantili ed altre imbarcazioni sequestrate negli ultimi mesi al largo delle coste dell'Africa orientale;

il 19 novembre 2008 una nave della marina indiana ha affondato una nave dei pirati utilizzata come base in alto mare dalla quale far partire gli arrembaggi;

i fatti più recenti attestano la sempre maggiore spregiudicatezza e audacia di tali formazioni di pirati;

proprio per la presenza dei pirati somali, il tratto di mare al largo del Corno d’Africa e del Golfo di Aden è divenuto talmente pericoloso da indurre una quota rilevante di mercantili civili a preferire il periplo dell’intero continente africano all’attraversamento del Canale di Suez;

in Somalia si stanno radicando formazioni terroristiche riconducibili all’integralismo islamico, tra cui Al Qaeda, che risulta avervi stabilito proprie basi e propri campi di addestramento;

i pirati che agiscono nella zona sono collegati anche ad alcune di queste formazioni e dunque in grado di devolvere loro parte dei riscatti pagati, contribuendo così al finanziamento del terrorismo internazionale;

in base alla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU del 2 giugno 2008, n. 1816, che ha una validità di sei mesi, su cui si è registrato il consenso del Governo nazionale di transizione somalo, nonché della risoluzione del 7 ottobre 2008, n. 1838, è operativa una missione NATO, sotto il comando dell’ammiraglio Gumiero e i mezzi navali dello Standing NATO Maritime Group 2, nell’ambito del mandato ricevuto, sono autorizzati anche ad entrare in acque territoriali somale e ad usare tutti i mezzi necessari a reprimere gli atti di pirateria, in accordo con i principi della legalità internazionale;

è previsto che a partire dal prossimo mese di dicembre 2008 l’Unione europea assuma la responsabilità della missione con una configurazione operativa in via di definizione tra i governi;

nonostante l'accresciuto impegno della Comunità internazionale, la situazione viene aggravandosi e costituisce una minaccia alla sicurezza internazionale e al flusso degli aiuti umanitari,

impegna il Governo:

ad assumere ogni possibile iniziativa in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sia con riferimento alla missione NATO in corso, sia in relazione alla subentrante missione europea, affinché la Comunità internazionale adotti gli atti necessari a porre fine a tali crimini di pirateria;

a promuovere l’adeguamento delle regole d’ingaggio, senza escludere interventi diretti contro le basi logistiche ed i mezzi a disposizione delle bande criminali, per debellare il fenomeno della pirateria, ripristinando la piena utilizzabilità delle vie marittime, anche per scopi di assistenza umanitaria, come previsto dalle risoluzioni n. 1816 e n. 1838 del Consiglio di sicurezza dell’ONU.